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“David Bowie is”: il Duca Bianco in mostra a Londra

Al Victoria and Albert Museum di Londra si è conclusa domenica (ma non preoccupatevi è itinerante e forse arriverà anche in Italia) una retrospettiva dedicata a David Bowie.

Io c’ero! E con l’entusiasmo di una bambina che va al luna park e si diverte come una matta, ho passato 3 ore meravigliose in compagnia del Duca Bianco. Un’emozione infinita, un percorso fatto di oggetti e costumi di scena, fotografie originali, scritti autentici, quadri e tecnologie usate negli studi di registrazione e naturalmente la sua musica, che ti accompagna per tutto il tempo.

David Bowie Is  non segue un percorso cronologico, ma offre ai visitatori dei punti di vista attraverso i quali scoprire Bowie e le sue molte sfaccettature: rocker, artista d’avanguardia, attore, pittore, scrittore e leggenda vivente.

Di solito sono una persona impassibile ad ogni forma di celebrazione, anzi talvolta mi urtano. Tuttavia, visto che nella mia vita una delle cose più importanti è la mia sconfinata passione per la musica di David, non ho resistito e una lacrimuccia è scesa sulle note di Life on Mars? : nella seconda sala, sullo sfondo di un universo magmatico e tenebroso che avvolge un’intera parete, una tv 17 pollici di quelle di moda negli anni ’70, fa fuoriuscire quel folletto dai capelli rossi, un po’ alieno, un po’ alienato.

“Oh man! Wonder if he’ll ever know . He’s in the best selling show
Is there life on Mars?”

Ecco proprio lì, davanti al buio dello spazio, ai pianeti e alla tv 17 pollici, come se fossi entrata nella casa delle streghe al luna park, sono stata travolta da un sussulto.

“It’s a god-awful small affair To the girl with the mousy hair But her mummy is yelling “No” And her daddy has told her to go But her friend is nowhere to be seen Now she walks through her sunken dream To the seat with the clearest view And she’s hooked to the silver screen But the film is a saddening bore For she’s lived it ten times or more She could spit in the eyes of fools As they ask her to focus on”

“È una piccola terribile storia Per la ragazza dai capelli color topo. Ma sua madre sta gridando “No” E suo padre le ha detto di andarsene Ma il suo amico non si è fatto vivo Adesso lei cammina Nel suo sogno sommerso Verso il posto con la vista migliore E lei è rapita dallo schermo d’argento Ma il film è tristemente noioso Perché lei lo ha vissuto Dieci volte o più. Potrebbe sputare negli occhi dei matti Quando le chiedono di concentrarsi.”


Le ultime due sale sono le più spettacolari: maxischermi che avvolgono le quattro alte pareti, con proiezioni di video live e luci stroboscopiche. Nelle orecchie la voce di Bowie per aumentare l’emozione visiva e l’ipnotica scenografia.

Come viversi un concerto, aspettando di vederlo veramente sul palco…

David Bowie is… per me tutto!