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Un amour de jeunesse: ma quanto dura la gioventu’?

Mia Hansen-Løve è una regista francese di 31 anni con già tre film alle spalle, apprezzati dal pubblico e premiati ai maggiori festival internazionali (Locarno – Cannes). L’ultimo è uscito nelle nostre sale in questi giorni con il titolo “Un amore di gioventù – Un amour de jeunesse” e racconta di un amore folle e disperato, come solo quello di una quindicenne può essere. La Hansen-Løve sarebbe una mosca bianca in Italia, un fatto impensabile infatti aver diretto e fatto uscire tre film a quell’età, in un paese come il nostro che continua a chiamare emergenti quegli autori alla soglia della pensione. Ma come diceva il grande Ennio Flaiano, per i critici cinematografici esistono tre categorie di registi: c’è la “giovane promessa”, l’enfant prodige che sfonderà di sicuro basta dargli tempo e fiducia, il “solito stronzo” quello che ha diretto pellicole magari interessanti, ma che al primo passo falso verrà inesorabilmente stroncato, e il “venerabile maestro” il regista che fa parte della casta degli intoccabili, colui che può dirigere anche opere mediocri e datate, ma tanto a 90 anni e dopo molti successi che gli vuoi dire?! Saresti la causa di un suo possibile attacco di cuore con conseguenze che non voglio nemmeno pensare. Diciamo che nel Belpaese sei una giovane promessa fino ai 40/45 anni, e questa dinamica avviene in tutti i campi lavorativi. Ecco perchè sapere di una donna di 30 anni che riesce a sfondare con il suo cinema, può accadere solo in Francia, perchè sì, questi francesi saranno anche antipatici e campanilisti, ma almeno una cosa la sanno fare bene: promuovere le arti e il cinema grazie all‘UniFrance films, l’organismo che si occupa della promozione del cinema francese nel mondo, e che promuove quindi anche quelle “giovani promesse”che hanno massimo 20 anni, meglio se donne!

Un Istituto impensabile da noi. Mi ricordo per esempio, che i primi tre film di Matteo Garrone in Italia non furono nemmeno distribuiti in sala. Uscirono tutti e tre in DVD dopo il grande successo di Gomorra, la pellicola che ha fatto entrare Garrone nella casta degli intoccabili, aggiundicandosi il titolo di “venerabile maestro“.

Ritornando al film della Hansen-Løve, Un amore di Gioventù, ho trovato davvero notevole la protagonista Lola Crèton, una ragazza dal volto pulito e una grande forza espressiva, che nonostante le poche parole emesse, riesce a descrive il suo sentimento straziante e quasi patologico con piccoli gesti e l’irruenza del suo corpo, spesso nudo. Un film dilatato nei tempi, con lunghi silenzi, che sorprende per come un amore così giovane possa essere così maturo, lontano dalle retoriche sugli adolescenti.

In sala in questo periodo un film di un’ altra regista francese, Valérie Donzelli, La guerre est déclarée. Altra donna, altro grande film.