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Io, Woody e la panchina sul Queensboro Brigde

Ci sono luoghi che raccontano storie. Il più delle volte entrano nei tuoi occhi quasi per caso, in modo improvviso, e alla fine rimangono impressi come fotogrammi nella tua memoria senza che nemmeno te ne accorgi. Altre volte, molto più raramente, i luoghi ti regalano suggestioni deflagranti e inizi a vivere insieme a loro quelle storie che lì sono accadute.

New York è uno di questi luoghi. Ogni strada, ogni ponte sul Hudson River, ogni diner o parco pubblico, ha in sè qualcosa da raccontare, come se la città fosse un set perfetto e meraviglioso in cui girare storie reali e racconti immaginari. Non a caso la Grande Mela è stata raccontata dai più grandi registi e dal mio preferito in particolare: quel genio con gli occhiali un po’ da nerd e l’aspetto dimesso che è Woody Allen.

Luglio 2012. Sono a New York. La città è avvolta da una calura afosa che quasi ti soffoca, ma la voglia di girare a piedi Manhattan è troppo forte per fermarsi in una delle tante panchine disseminate per strada. So che cosa voglio vedere oggi: i luoghi raccontati da Woody Allen nei suoi film newyorkesi, perdermi tra le strade dell’Upper East Side e di Central Park, scovare i locali frequentati dai suoi personaggi e alla fine arrivare alla meta più celebre: “la panchina”. Sì proprio quella panchina con vista sul Queensboro Bridge impressa nella locandina in bianco e nero di Manhattan, il celebre film del 1979 con Allen e Diane Keaton.

Si parte con la famosa fontana in mezzo a Central Park: la Bethesda Fountain. Qui in una celebre scena di Harry a Pezzi, anch’io ho potuto esclamare: “Sono fuori fuoco! Sono sfuocata!” come il protagonista di questa divertente storiella. Potete trovare la sequenza del film qui.

Procedo con la residenza di Allen. Dopo un calorico pranzo a Central Park con l’onnipresente jumbo hot dog inizio a costeggiare il parco dalla parte est, lungo la famosissima Quinta strada, andando verso nord. Siamo nell’Upper East Side, quartiere tra i più ricchi di Manhattan, dove le case costano tantissimo e i palazzi parlano di famiglie borghesi e radical chic. Proprio come Woody. Il palazzo dove visse il regista prima di sposare la figlia adottiva Soon -Yi si trova al 930 della Fifth Avenue. Mi piazzo davanti al portone sperando di trovare qualche fasto del passato, ma niente, sembra un palazzo deserto e decido di proseguire dopo le foto di rito.

Mi dirigo verso la tanto agognata panchina attraversando vari Blocks, gli isolati tra una strada e l’altra, procedendo ad est dell’Upper East Side. Ed eccola lì. In una piazzetta nascosta, raccolta in un luogo intimo e poco affollato. Mi siedo e la vista che scorgo mi dà molti brividi. Questa è una storia bellissima.

Altri luoghi da visitare rincorrendo la filmografia di Allen sono il Museum of Modern Art (MoMA) dove è stato girato Provaci Ancora Sam – famosa la sequenza dell’attore in cui cerca di rimorchiare una ragazza davanti ad un quadro di Pollock. Un approccio che finisce malamente.

E poi in Misterioso omicidio a Manhattan la fontana di Bryant Park, accanto alla famosa Public Library, dove Diane Keaton e Woody cercano di trovare l’assassino della loro vicina di casa.

Per la sera invece Il famoso Carnegie Deli a Broadway, il ristorante/diner tra la 7th Avenue e la 55th Street, dove Allen ha girato Broadway Danny Rose (1984) e Anything Else (2003), che offre il famoso sandwich pastrami, un panino superfarcito di carne di manzo che anche solo a guardarlo ti si alza il colesterolo.

 

 

PS: Ringrazio Adriano Ercolani e Kimberley Ross, due newyorkesi de’Rooma,

qui con me a Bryant Park, che mi hanno accompagnato in questo tour a NY in esterno giorno/esterno notte!